Gli effetti dell’invecchiamento sui sistemi di Welfare, il Libro Verde della Commissione Europea

-

L’Europa del post Brexit e del “durante” il Covid si prepara e rivedere i sistemi di Welfare per affrontare le sfide e le opportunità insite in una società che invecchia in maniera sostenuta.  Se gli ultrasessantacinquenni sono oggi il 20 % della popolazione, si prevede che salgano al 30 % entro il 2070.

La Commissione europea ha pubblicato il Libro Verde sull’invecchiamento, posto in pubblica consultazione per 12 settimane, che ha la finalità di stimolare il dibattito e delineare le soluzioni adeguate per fornire risposta agli effetti che questa marcata tendenza demografica produrrà sull’economia e sulla società europee. Il documento, come viene sottolineato, intende trovare allora risposta sul come al meglio cogliere le potenzialità di una popolazione che invecchia, coi propulsori d’innovazione che comporta.

Tra i diversi profili che vengono affrontati vi sono il mercato del lavoro per renderlo più inclusivo e aumentare il tasso di occupazione, l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita , l’irrobustimento dei sistemi sanitari e assistenziali .

Aspetto di particolare rilevanza è poi quello previdenziale considerando che quest’anno , superata la crisi politica attuale, andrà ripreso il confronto tra il nuovo Governo e le rappresentanze sociali per delineare la nuova soluzione dl flessibilità in uscita che dovrà rilevare il testimone di quota 100 che a fine dicembre, salvo proroghe, esaurisce il proprio naturale processo di sperimentazione.

Per mantenere l’equilibrio finanziario dei propri sistemi pensionistici i Paesi membri dovrebbero considerare l’opportunità di aumentare la lunghezza della vita lavorativa.    Secondo le più recenti proiezioni demografiche di Eurostat, l’indice di dipendenza degli anziani nell’UE26 nel 2040 rimarrebbe allo stesso livello del 2020 solo se la vita lavorativa fosse estesa all’età di 70 anni. Esistono, tuttavia, variazioni significative tra gli Stati membri, che mostrare le diverse sfide in tutta Europa.

Per mantenere costante l’indice nazionale di dipendenza degli anziani nel 2040 rispetto al 2020, le proiezioni suggeriscono che Malta, Ungheria e Svezia dovrebbero estendere la vita lavorativa solo a 68, mentre Lituania e Lussemburgo dovrebbero estenderla a 72.

Già nel 2019, il il tasso di dipendenza degli anziani variava notevolmente da 22 in Lussemburgo a 39 in Italia e 38 in Finlandia. Andrebbe poi limitato il pensionamento anticipato a casi oggettivamente giustificati e stabilito un diritto generale a lavorare oltre l’età pensionabile e regimi di pensionamento flessibile.

E’ ancora importante l’aspetto informativo rendendo edotti i cittadini dei propri diritti e di quanto accumulato nella prospettiva delle future prestazioni.

Di assoluto rilievo è ancora il ruolo delle forme pensionistiche integrative.